Resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale hanno elementi distinti. La resistenza riguarda l’uso di violenza o minaccia per ostacolare un atto in corso; l’oltraggio riguarda l’offesa all’onore e al prestigio del pubblico ufficiale durante le sue funzioni, in un luogo e davanti a persone individuati dalla legge. Una contestazione che comprende entrambi richiede la ricostruzione separata di ciascuna condotta.
Resistenza: violenza o minaccia durante l’atto
L’articolo 337 c.p. richiede violenza o minaccia finalizzate a opporsi al pubblico ufficiale o all’incaricato di pubblico servizio mentre compie un atto dell’ufficio o del servizio. Sono protette anche le persone che, richieste, gli prestano assistenza. Occorre identificare l’atto in corso, il comportamento attribuito e la sua concreta idoneità a ostacolarlo.
Un impiego di forza diretto a neutralizzare una presa e una reazione istintiva sono condotte da distinguere attraverso la sequenza dell’intervento. La protesta e la resistenza puramente passiva restano fuori dall’articolo 337 quando mancano violenza e minaccia. Il reato può perfezionarsi anche se gli operatori portano a termine l’atto: rileva la condotta oppositiva idonea, oltre alla volontà di opporsi.
La pena ordinaria è da sei mesi a cinque anni. Dal 12 aprile 2025 è previsto un aumento fino alla metà quando l’opposizione riguarda un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza mentre compie un atto d’ufficio. Questa disciplina più severa riguarda i fatti commessi dalla sua entrata in vigore.
Oltraggio: i requisiti dell’offesa
Per l’articolo 341-bis c.p. devono ricorrere un’offesa all’onore e al prestigio del pubblico ufficiale, un luogo pubblico o aperto al pubblico, la presenza di più persone e il collegamento con un atto d’ufficio che il destinatario sta compiendo. L’offesa deve avvenire a causa o nell’esercizio delle funzioni. La pena dell’ipotesi base è da sei mesi a tre anni.
La ricostruzione riguarda le parole o i gesti effettivi, la possibilità per i presenti di percepirli e il significato assunto nel contesto. Sono rilevanti sia la lesione della persona sia quella del suo prestigio nella funzione pubblica. Il secondo comma prevede una specifica aggravante per determinati fatti commessi da genitori o tutori contro il personale scolastico indicato dalla norma.
Risarcimento e particolare tenuità: condizioni ed effetti
Per l’oltraggio l’ultimo comma dell’articolo 341-bis prevede l’estinzione del reato se l’imputato, prima del giudizio, risarcisce integralmente il danno sia alla persona offesa sia all’ente di appartenenza. La difesa deve predisporre e documentare la riparazione verso entrambi i destinatari e rispettare il termine. Questa causa estintiva riguarda l’oltraggio.
Per la resistenza la Corte costituzionale n. 172/2025 ha eliminato il divieto di applicare l’articolo 131-bis ai fatti contro agenti di polizia giudiziaria o pubblica sicurezza. Il giudice può quindi valutare particolare tenuità dell’offesa e comportamento non abituale secondo i requisiti della disposizione. La pronuncia riguarda gli articoli 336 e 337; per l’oltraggio contro tali agenti resta la distinta esclusione prevista dall’articolo 131-bis.
Ricostruire l’intervento e preparare la difesa
La lettura del verbale va accompagnata da una cronologia: inizio del controllo, richieste degli operatori, risposte, contatto fisico e conclusione. Referti, filmati integrali e dichiarazioni dei presenti permettono di verificare passaggi, tempi e condotte individuali.
- Porta notifica, verbali e provvedimenti ricevuti.
- Conserva registrazioni complete e documentazione sanitaria.
- Indica i presenti e i fatti che ciascuno ha percepito.
- Distingui nella cronologia documenti, ricordi e orari stimati.
L’articolo 393-bis assume rilievo quando il pubblico ufficiale dà causa al fatto eccedendo con atti arbitrari i limiti delle proprie attribuzioni. La questione richiede l’individuazione dell’atto arbitrario e del suo collegamento con la reazione contestata. Nel percorso ordinario la resistenza è espressamente compresa nell’articolo 550, comma 2, c.p.p.; l’oltraggio base rientra nel comma 1. Per le forme aggravate occorre verificare anche le regole sulla composizione del Tribunale e sul rito.
Domande frequenti
Quale atto rileva nella resistenza?
L’atto dell’ufficio o del servizio in corso al quale la violenza o la minaccia erano dirette a opporsi.
Come si ripara il danno dell’oltraggio?
Con il risarcimento integrale alla persona offesa e all’ente, effettuato prima del giudizio e documentato nel procedimento.
Che cosa ha cambiato la sentenza n. 172/2025?
Ha aperto la valutazione della particolare tenuità per gli articoli 336 e 337, eliminando il divieto riferito ai fatti contro agenti PG o PS.
Assistenza penale a Catania
L’Avv. Davide Tutino, del Foro di Catania, assiste nella lettura della contestazione e nella preparazione della difesa nelle accuse di resistenza e oltraggio. Per un colloquio porta l’atto ricevuto e i documenti indicati. Sono disponibili gli approfondimenti sui reati contro la persona e i contatti dello studio. Appuntamenti: 095 9991325 oppure 392 3838383.
Riferimenti
art. 337 c.p. e novella del 2025; art. 341-bis c.p.; Corte costituzionale n. 172/2025. Aggiornamento: 13 ottobre 2026.























































































