Crisi della governance internazionale: il caso della Global Sumud Flotilla

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L’articolo di Davide Tutino, “Crisi della governance internazionale: il caso della Global Sumud Flotilla”, esamina la frattura strutturale tra la validità delle norme internazionali e la loro effettiva attuazione. Il termine governance non indica innovazione, ma la constatazione di un deficit sistemico di esecuzione: esistono regole chiare, ma mancano i meccanismi che ne garantiscano l’efficacia.

Attraverso l’analisi della Carta delle Nazioni Unite, dei Trattati dell’Unione Europea e dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, l’autore mostra come l’assenza di procedure di controllo e di responsabilità operative renda il diritto internazionale privo di strumenti di enforcement.

Il caso della Global Sumud Flotilla diviene esempio paradigmatico di tale crisi: un’azione umanitaria di transito in alto mare che rivela la vulnerabilità del sistema giuridico quando mancano garanzie effettive di libertà di navigazione e protezione dei civili. L’inerzia dei governi, i veti nel Consiglio di Sicurezza e la debolezza della Corte Penale Internazionale mostrano che la governance globale resta priva di forza cogente.

L’autore conclude che la vera crisi non riguarda la produzione normativa, ma la sua esecuzione: il diritto rimane formale se non diventa vincolo operativo. Solo una governance capace di trasformare la validità in effettività, secondo il principio di pacta sunt servanda, può restituire coerenza e credibilità all’ordinamento internazionale.