Quando viene contestata l’ingente quantità di materiale pornografico minorile, una relazione tecnica può presentare un totale di file, un elenco di percorsi e più copie provenienti da apparecchi diversi. Prima di attribuire significato giuridico al totale, occorre comprendere che cosa sia stato contato. Un numero privo della spiegazione del metodo lascia aperte questioni che riguardano sia la base materiale sia la sua attribuzione.
Il controllo difensivo non consiste nel proporre una soglia universale o nel sostenere che ogni duplicato debba essere ignorato. Deve rendere verificabile il percorso fra reperti, contenuti, disponibilità dell’indagato e aggravante contestata. Sono passaggi differenti: una descrizione tecnica può essere accurata e richiedere comunque una valutazione giuridica ulteriore.
La circostanza prevista dal secondo comma
L’articolo 600-quater c.p. prevede un aumento della pena in misura non eccedente i due terzi quando il materiale detenuto sia di ingente quantità. La formulazione riguarda il materiale detenuto e va letta insieme al primo comma, che richiede la consapevole acquisizione o detenzione fuori delle ipotesi dell’articolo 600-ter.
La disposizione non indica nel suo testo una soglia numerica né una formula per convertire automaticamente dimensioni informatiche in quantità penalmente rilevante. Ciò non elimina la valutazione giudiziaria: rende necessario spiegare quali elementi siano utilizzati e perché sostengano la circostanza nel fatto concretamente contestato.
Il primo controllo è distinguere l’accertamento del reato dall’aggravante. Il totale dei dati rinvenuti non dimostra, da solo, la consapevolezza della detenzione. Viceversa, una contestazione sulla quantità non comporta necessariamente che sia esclusa anche la fattispecie base. Ogni conclusione deve riferirsi al requisito effettivamente esaminato.
File, contenuti e righe dell’elenco
Una relazione dovrebbe rendere comprensibile l’unità utilizzata per il conteggio. Il termine reperto può descrivere un file, un archivio, una copia o un risultato dell’acquisizione: occorre verificare quale significato assuma in quel documento. Il lettore deve poter collegare il totale alle voci che lo compongono.
La difesa può chiedere che siano chiariti i criteri di inclusione. Un elenco potrebbe comprendere dati di natura diversa, e la semplice presenza di una voce non dimostra che il relativo contenuto appartenga alla categoria penalmente rilevante. La relazione deve indicare come sia stata effettuata la classificazione e quali limiti incontrino gli accertamenti.
Anche un errore materiale nel riepilogo deve essere distinto da un problema nell’intero metodo. La correzione di una somma non determina automaticamente l’assenza dell’aggravante; una descrizione poco chiara non consente di anticipare l’inutilizzabilità di tutte le prove. Il controllo deve individuare precisamente il punto da approfondire.
Copie presenti su più supporti
Quando lo stesso contenuto viene indicato in più posizioni, la relazione dovrebbe spiegare se si tratti di copie corrispondenti, di materiali differenti o di una situazione non risolta. Occorre sapere se il totale descriva i contenuti individuati, le loro occorrenze o entrambi gli aspetti. Nessuna di queste espressioni è intercambiabile con le altre senza chiarimenti.
Il confronto fra copie non può essere trasformato in una regola automatica di esclusione. La valutazione dell’aggravante appartiene al giudice, sulla base del materiale e dei criteri giuridici applicabili. La funzione del controllo tecnico è offrire una descrizione trasparente, non scegliere in anticipo quali dati debbano risultare decisivi.
La pluralità dei supporti deve inoltre essere confrontata con le persone e i periodi cui la disponibilità viene attribuita. Un elenco cumulativo di dispositivi utilizzati da soggetti diversi richiede una spiegazione del collegamento personale. Il numero complessivo di reperti di un’indagine non è una descrizione sufficiente della condotta di ciascun indagato.
Contenuti incompleti e riscontri disponibili
Per ciascuna categoria di dati occorre chiarire che cosa sia stato effettivamente accertato. Se il documento utilizza descrizioni come incompleto, non riproducibile o identificato per confronto, deve spiegare il significato e il fondamento della qualificazione. La difesa non può presumere né che tali dati siano sempre irrilevanti né che la loro etichetta risolva ogni elemento.
I risultati devono essere collegati al materiale pornografico minorile richiesto dalla norma. Un nome di file non sostituisce necessariamente la verifica del contenuto; un accertamento documentato deve invece essere valutato nei suoi termini effettivi. Il confronto può richiedere competenze tecniche, nel rispetto dei limiti di accesso e della riservatezza.
La ricostruzione non richiede pubblicazioni, raccolte personali o ulteriori copie liberamente circolanti. Il consulente e il difensore devono lavorare sul materiale consentito nel procedimento, con modalità che tutelino le persone rappresentate. La protezione dei minori e il controllo della prova devono procedere insieme.
Quantità detenuta e quantità circolata
Il secondo comma dell’articolo 600-quater non va confuso con il quinto comma del 600-ter. Quest’ultimo prevede l’ingente quantità nei casi di diffusione e di offerta o cessione disciplinati dal terzo e dal quarto comma. La contestazione deve quindi chiarire a quale fattispecie e a quale condotta sia riferito l’aumento.
Un riepilogo generale che sommi archivi conservati, contenuti oggetto di scambio e copie acquisite dagli investigatori richiede verifiche sui collegamenti. La difesa deve distinguere il materiale oggetto del fatto dai risultati della sua documentazione. Non è necessario che un’unica operazione informatica coincida con un’unica condotta giuridica, ma la ricostruzione deve spiegarne il rapporto.
Domande pertinenti alla relazione
Il controllo può chiedere come sia stato formato l’elenco, quali contenuti siano stati inclusi, come siano descritte le copie e quali reperti risultino nella disponibilità della persona. Le risposte devono consentire un confronto fra descrizione analitica e totale. Una diversa lettura proposta dalla difesa va confrontata con gli stessi dati, senza selezioni arbitrarie.
Dopo l’avviso ex articolo 415-bis c.p.p. possono essere depositate memorie e documentazione pertinente o richiesti approfondimenti nelle forme previste. Nel giudizio, la responsabilità e la ricostruzione del fatto devono superare il ragionevole dubbio. La discussione sull’ingente quantità deve poggiare su un conteggio comprensibile e su una motivazione riferita alla concreta circostanza, senza promesse fondate sul solo numero iniziale.
Per il quadro generale della materia, il sito contiene anche la guida sul reato di detenzione e/o accesso a materiale pornografico minorile.
Fonti normative
Art. 600quater c.p. — testo vigente all’11 ottobre 2026; Art. 600ter c.p. — testo vigente all’11 ottobre 2026; Art. 415bis c.p.p. — testo vigente all’11 ottobre 2026; Art. 533 c.p.p. — testo vigente all’11 ottobre 2026.
Il contenuto ha finalità informativa. La valutazione della singola posizione richiede l’esame degli atti e delle circostanze concrete.
Informazioni e recapiti dello Studio
Avv. Davide Tutino · Studio Legale Tutino · Foro di Catania. Per informazioni sull’assistenza difensiva nei procedimenti penali: 095 9991325, 392 3838383 · davide@tutino.sicilia.it. Sede e informazioni professionali nella pagina dello Studio a Catania.
Revisione giuridica ed editoriale: 11 ottobre 2026.























































































