LEGGE 4 novembre 2024, n. 169 Modifica all’articolo 12 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, in materia di perseguibilita’ del reato di surrogazione di maternita’ commesso all’estero da cittadino italiano. (24G00187) (GU n.270 del 18-11-2024)

La Legge 4 novembre 2024, n. 169, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, introduce una rilevante modifica all’articolo 12 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, in materia di procreazione medicalmente assistita, rendendo perseguibile anche il reato di surrogazione di maternità commesso all’estero da cittadini italiani.
La legge n. 40 del 2004, che costituisce il principale riferimento normativo in Italia per la procreazione medicalmente assistita, stabilisce rigide limitazioni e divieti in tema di tecniche riproduttive. In particolare, l’articolo 12 vieta espressamente la surrogazione di maternità, punendo chiunque realizzi, organizzi o pubblicizzi tale pratica con pene che prevedono la reclusione da tre mesi a due anni e una multa da 600.000 a un milione di euro. Con la modifica introdotta dalla nuova legge, è stato aggiunto al comma 6 dell’articolo 12 il seguente periodo: «Se i fatti di cui al periodo precedente, con riferimento alla surrogazione di maternità, sono commessi all’estero, il cittadino italiano è punito secondo la legge italiana».
Questa integrazione comporta l’applicazione del principio di extraterritorialità, estendendo la giurisdizione italiana anche ai comportamenti commessi fuori dai confini nazionali. In pratica, un cittadino italiano che si avvalga di una madre surrogata in un Paese dove tale pratica è consentita, sarà comunque soggetto alla punibilità prevista dalla normativa italiana, indipendentemente dalla legislazione del Paese in cui l’atto si è compiuto.
L’intervento normativo mira a rafforzare il divieto sancito dalla legge 40 del 2004, evitando che tale norma venga elusa tramite il ricorso alla surrogazione all’estero. Si tratta di una scelta legislativa coerente con il principio di tutela della dignità della persona, già al centro dell’impianto normativo della legge 40, che considera la surrogazione di maternità una pratica lesiva della dignità della donna e dei diritti del nascituro.
La legge 40, sin dalla sua approvazione, ha sollevato dibattiti e confronti anche a livello internazionale, soprattutto per la rigidità dei suoi divieti e per la severità delle sanzioni previste. Con questa modifica, il legislatore rafforza ulteriormente il controllo su una materia considerata sensibile e strettamente connessa ai valori etici e morali del sistema giuridico italiano. L’estensione della punibilità ai fatti commessi all’estero rappresenta un chiaro segnale dell’intento di preservare l’integrità del divieto, rendendo ininfluenti le normative più permissive di altri Paesi.

di Davide Tutino, avvocato penalista
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