Nelle indagini per reati sessuali, le chat possono documentare appuntamenti, comunicazioni sull’episodio contestato e rapporti fra le persone. Il loro esame difensivo riguarda quattro aspetti: come sono state acquisite, chi ha scritto, quale sequenza è disponibile e che cosa le frasi descrivono rispetto al fatto.
Collegare ogni messaggio all’episodio
Per una conversazione utile alla ricostruzione servono interlocutori, data, ora e argomento. Un riferimento come “ieri” o “quella sera” va collegato alla cronologia; una risposta può riguardare una frase precedente, una fotografia oppure un diverso incontro. Leggere il messaggio nel suo filo permette di individuare a quale evento si riferisca.
Un invito documenta l’organizzazione di un incontro. Una frase sul modo in cui questo si è svolto può descrivere una condotta, esprimere un’opinione o riportare parole altrui. Nella relazione difensiva è utile separare il contenuto leggibile dalla conclusione che se ne vuole trarre.
Consenso e comunicazioni prima o dopo il fatto
Per la contestazione ai sensi dell’articolo 609-bis c.p., il consenso deve essere valutato rispetto agli atti sessuali e al momento in cui si compiono; deve inoltre permanere nel corso del rapporto. Le conversazioni precedenti aiutano a ricostruire i rapporti e gli accordi; quelle successive possono contenere riferimenti all’accaduto, richieste di spiegazione o descrizioni del fatto.
Il significato di messaggi affettuosi, ostili o concilianti dipende dall’intera vicenda. Un successivo riavvicinamento descrive un comportamento successivo e va tenuto distinto dal consenso al momento del fatto. Allo stesso modo, un dissidio precedente va collegato all’episodio attraverso elementi specifici. La lettura segue ciò che le persone hanno effettivamente comunicato, senza attribuire loro un modello obbligato di comportamento.
Provenienza: chat consegnata o acquisita dall’autorità
Una chat prodotta spontaneamente da un interlocutore e una comunicazione acquisita dall’autorità sul dispositivo sono percorsi diversi. Nel primo caso si esaminano il documento prodotto e la sua provenienza. Nel secondo, si verificano il provvedimento, il verbale delle operazioni e le garanzie della corrispondenza.
La Corte costituzionale n. 170/2023 riconosce la protezione della corrispondenza anche ai messaggi già ricevuti e conservati, finché mantengono attualità rispetto all’interesse alla riservatezza. L’acquisizione autoritativa richiede perciò le garanzie applicabili, incluso il regime dell’articolo 254 c.p.p.
La Cassazione n. 39548/2024 ha dichiarato inutilizzabili gli screenshot di messaggi WhatsApp eseguiti dalla polizia giudiziaria di propria iniziativa, senza ragioni d’urgenza e senza decreto di sequestro del pubblico ministero. Il vizio riguardava quel modo di acquisire la corrispondenza, anche in un giudizio abbreviato. La distinzione spiega perché fonte, autore dell’acquisizione e provvedimento siano dati decisivi.
Autore, completezza e dati tecnici
Il nome visualizzato in rubrica è l’etichetta con cui un contatto è stato salvato. L’attribuzione si ricostruisce attraverso numero o account, dispositivo, circostanze d’uso e contenuto della comunicazione. Quando un telefono era utilizzato da più persone, vanno individuati periodo e modalità d’uso pertinenti al messaggio contestato.
La completezza riguarda messaggi prima e dopo il passaggio citato, risposte, allegati, vocali e intervalli mancanti. Il rapporto investigativo può riportare una selezione; la difesa deve poter confrontare il passaggio utilizzato con il materiale da cui è tratto. Per date discordanti, cancellazioni o dubbi sull’estrazione si individua un quesito tecnico e si valuta l’apporto di un consulente.
Confrontare chat, dichiarazioni e altre fonti
Una dichiarazione e una chat possono confermare lo stesso dettaglio, descrivere momenti diversi oppure risultare in contrasto. La verifica indica quale fatto sia coinvolto: presenza nel luogo, orario, atto descritto, comunicazione ricevuta. Le dichiarazioni della persona offesa sono soggette al controllo di credibilità e attendibilità richiesto dalle Sezioni Unite, anche quando costituiscono l’unica prova.
Per esempio, un messaggio può confermare un incontro e lasciare aperta la ricostruzione degli atti successivi. Un altro può descrivere proprio l’episodio. Il valore di ciascuno si valuta insieme a ciò che gli interlocutori conoscevano e alle altre prove, compresi documenti sanitari, registrazioni o testimonianze pertinenti.
Domande frequenti
Che cosa consegnare al difensore?
Le conversazioni pertinenti già lecitamente disponibili, con sequenza e allegati, e gli atti che documentano eventuali sequestri o acquisizioni. Si concordano le modalità di conservazione, soprattutto per materiale intimo o riguardante minori.
Come si contesta una frase interpretata fuori contesto?
Si indica il passaggio, si presenta la sequenza che ne chiarisce il riferimento e si spiega quale fatto della ricostruzione venga corretto.
Quando è utile un consulente informatico?
Quando occorre affrontare un problema specifico di attribuzione, integrità, cronologia o estrazione. Il quesito tecnico viene collegato a una questione rilevante per l’accusa o la difesa.
Lo Studio Legale Avv. Davide Tutino, del Foro di Catania, assiste nella difesa nei procedimenti per reati sessuali a Catania, anche nell’esame delle comunicazioni utilizzate nelle indagini.
Per concordare un appuntamento: 095 9991325 oppure 392 3838383.
Riferimenti: art. 609-bis c.p.; artt. 191, 192, 234 e 254 c.p.p.; Corte costituzionale n. 170/2023; Cassazione n. 39548/2024 e Sezioni Unite n. 41461/2012. Revisione: 13 ottobre 2026.
























































































