Costi Avvocato
“Quanto costa nominare e farmi seguire da un avvocato penalista?” Questa è la prima domanda che viene in mente quando si è sottoposti a procedimento penale ed è necessario, per legge, nominare un difensore di fiducia. Per questo motivo, soprattutto per chi non ha mai avuto a che fare con la giustizia, va alla ricerca su internet, di informazioni sui costi degli onorari spettanti agli avvocati. Tuttavia, complice il divieto assoluto del professionista di dare informazioni comparative con altri professionisti, è spesso difficile orientarsi e farsi un’idea dei costi di un processo penale.
Compenso e tariffe
Fino al 2006, il compenso per le prestazioni professionali degli avvocati è era stabilito dai criteri previsti dall’art. 2223 c.c., e dalle varie leggi esistenti, che prevedevano:
- la pattuizione tra le parti
- il ricorso alle tariffe
- il richiamo degli usi
- la determinazione del giudice
- il divieto del patto quota lite e
- l’inderogabilità dei minimi tariffari.
Nel 2006, il legislatore ha abrogato la norma che disponeva l’inderogabilità dei minimi tariffari, ma ha ripristinato il patto quota lite tra il cliente e il professionista.
Il patto di quota lite è un contratto tra il cliente e il proprio avvocato con cui si concorda di quantificare il compenso professionale del legale in proporzione agli obiettivi che si vuole raggiungere. Di solito l’accordo tra professionista e cliente calcola il compenso in percentuale rispetto al valore del bene controverso.
Nel 2012, è stato abrogato anche il riferimento alle tariffe.
Il legislatore ha stabilito dunque, che, in mancanza di pattuizione, o nel caso in cui si debba procedere alla liquidazione delle spese a carico della parte soccombente, il giudice è tenuto a fare riferimento a parametri, stabiliti dal Ministro della giustizia, sulla base dei quali vengono formulate le relative tabelle.
I parametri ad oggi in vigore, sono determinati dal D.M. n. 147 del 13/08/2022 pubblicato sulla G.U. n. 236 del 08/10/2022, entrato in vigore il 23 ottobre 2022, che ha modificato il precedente D.M. 10-3-2014, n. 55 in materia di compensi.
La pattuizione del compenso e i parametri
La legge professionale forense, stabilisce che il compenso spettante al professionista, è di regola, pattuito per iscritto all’atto del conferimento dell’incarico professionale.
La pattuizione può essere a tempo, in misura forfettaria, in base al valore dell’affare ecc…
Però è vietato il patto quota lite nella misura in cui si stabilisce che l’avvocato percepisca come compenso una quota del bene oggetto della prestazione o della ragione litigiosa.
- Dunque l’avvocato e il cliente possono pattuire una determinata somma ex ante, ma non possono stabilire che il professionista debba percepire, a titolo di compenso, una quota del bene per cui è stato affidato l’incarico.
Se il compenso non è stato pattuito, il giudice adito, deve fare riferimento ai parametri che sono stabiliti ogni 2 anni con decreto ministeriale.
Il compenso, è liquidato dal giudice, per fasi che comprendono:
1) fase studio
2) fase introduttiva
3) fase istruttoria
4) fase decisionale.
Inoltre, la legge impone all’avvocato di assicurare il patrocinio in favore dei non abbienti.
La relativa istanza, va presentata, per le cause civili, al Consiglio dell’ordine degli avvocati costituito presso il Tribunale competente a conoscere la controversia, e per le cause penali, dinnanzi al giudice in cui è pendente il procedimento.
Processo penale – Fase del giudizio di primo grado – Tribunale monocratico, costi avvocato
Premesso che ogni professionista, nell’ambito della propria attività , può in linea di massima concertare e dunque scegliere con il cliente/assistito il proprio compenso. Tuttavia, proprio per in forza dei parametri forensi appena descritti, anche al fine di una maggior tutela legale sia per il professionista che per l’assistito, è auspicabile far rientrare i compensi nei limiti dei parametri di cui al D.M. 147/2022, in vigore dal 23 ottobre 2022.
In buona sostanza, il suddetto D.M. prevede tre valori di riferimento sulla base dell’attività svolta dall’avvocato:
A) VALORE MINIMO
B) VALORE MEDIO e
c) VALORE MASSIMO
Un compenso troppo alto o troppo basso, può dar luogo, oltre alle conseguenze giuridiche sul piano contrattuale tra cliente/assistito e professionista, ma anche. a responsabilità di natura deontologica per l’avvocato.
Ogni avvocato, deve,tuttavia, previamente informare la parte assistita del patrocinio a spese dello Stato e degli estremi della polizza assicurativa.
Premesso ciò, iniziamo a quantificare i costi dell’avvocato in relazione alla fase del giudizio di primo grado – Tribunale monocratico, sulla base delle predette tariffe:
FASE STUDIO
€. 237,00 (MIN) €. 473,00 (MED) €. 710,00 (MAX)
La fase studio, è la tipica attività che è dovuta al difensore per la prestazione della sua opera intellettuale. Come indicato, va da un minimo di €. 237,00 ad un massimo di €. 710,00, commisurata sulla base della difficoltà del procedimento penale per il quale si chiede assistenza.
La fase dello studio, nella fase del giudizio di primo grado – tribunale monocratico, comprende:
(1) Corrispondenza e sessioni con il cliente e con colleghi
(2) Esame e studio della controversia
(3) Pareri
(4) Accessi in cancelleria o tramite processo penale telematico, al fine di richiedere copia del fascicolo processuale
(5) Ricerca documenti e giurisprudenza finalizzata alla elaborazione di una strategia difensiva, anche allo scopo di accedere ad un rito alternativo
FASE INTRODUTTIVA
€. 284,00 (MIN) €. 567,00 (MED) €. 851,00 (MAX)
I costi per la fase introduttiva, come indicato, variano da un minimo di €. 378,00 ad un massimo di €. 1.134, ed essi sono commisurati sulla base della difficoltà del procedimento penale per il quale si chiede assistenza.
La fase introduttiva, nella fase del giudizio di primo grado dinnanzi al Tribunale Monocratico comprende:
(1) Eccezioni su eventuale costituzione di parte civile
(2) Richiesta di accesso a riti alternativi premiali (Giudizio Abbreviato , Patteggiamento)
(3) Gli atti introduttivi del giudizio e di costituzione in giudizio
(4) Memorie iniziali, questioni preliminari – competenza – giurisdizione
FASE ISTRUTTORIA
€. 567,00 (MIN) €. 1.134,00 (MED) €. 1.701 (MAX)
I costi per la fase istruttoria, come indicato, variano da un minimo di €. 567,00 ad un massimo di €. 1.701, ed essi sono commisurati sulla base della difficoltà del procedimento penale per il quale si chiede assistenza.
La fase istruttoria, comprende:
(1) Deposito del fascicolo del difensore, anche eventualmente con le relative indagini difensive espletate
(2) partecipazione ed assistenza ad atti o attività, compiuti durante le indagini preliminari dalla PG, dal PM o dal Giudice, per i quali sia prevista o richiesta la partecipazione del difensore; alle attività di ricerca o formazione della prova.
(3) partecipazione alle udienze dibattimentali
(4) esercizio di attività difensive in udienza in ordine alle udienze dibattimentali
(5) esame delle parti processuali o di eventuali testimoni ammessi
(6) assistenza durante l’esame dell’imputato o dichiarazioni spontanee
(7) ogni atto che istruisce il giudizio dinnanzi al giudice del dibattimento
FASE DECISORIA
€. 709,00 (MIN) €. 1.418,00 (MED) €. 2.127 (MAX)
I costi per la fase decisoria, come indicato, variano da un minimo di €. 709,00 ad un massimo di €. 2.127,00 ed essi sono commisurati sulla base della difficoltà del procedimento penale per il quale si chiede assistenza.
La fase decisoria comprende:
(1) partecipazione all’udienza conclusiva del procedimento di primo grado dinnanzi al Giudice monocratico
(2) esercizio di attività difensive in udienza
(3) discussione orale o deposito di memoria scritta conclusiva del giudizio di primo grado
(4) discussione e chiusura del procedimento nella fase del giudizio di primo grado
(5) discussione e chiusura del procedimento a seguito dell’accesso ad un rito premiale (Giudizio abbreviato o patteggiamento)


















































































