Cosa significa essere indagato-accusato per il reato di cui all’articolo 518 ter – Appropriazione indebita di beni culturali

Articolo 518 ter – Appropriazione indebita di beni culturali

L’articolo 518 ter del Codice Penale si riferisce all’Appropriazione indebita di beni culturali. Chiunque, per procurare a sè o ad altri un ingiusto profitto, si appropria di un bene culturale altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 516 a euro 1.500. La dottrina giuridica sottolinea l’importanza di questa norma, poiché mira a proteggere i beni culturali da pratiche illecite e a garantire la loro integrità e conservazione.

Cosa significa essere indagato-accusato per il reato di cui all’articolo 518 ter – Appropriazione indebita di beni culturali

Essere indagato per il reato previsto dall’articolo 518 ter significa essere sospettati di essersi appropriati indebitamente di beni culturali. L’indagato, in questa fase, non è ancora formalmente accusato, ma è oggetto di indagini preliminari volte a verificare la fondatezza dei sospetti. Se si è indagati per questo reato, si deve rispondere dinnanzi all’Autorità Giudiziaria. La difesa è obbligatoria, e la nomina di un difensore è obbligatoria.

Esempi di condotte per il reato di cui all’articolo 518 ter

  • Appropriazione di un quadro storico da un museo durante una mostra temporanea.
  • Ritenzione indebita di manoscritti antichi dopo un prestito.
  • Prelevare oggetti d’arte da una dimora storica senza il consenso del proprietario.
  • Vendere una statua antica di proprietà altrui, affermando falsamente di essere il legittimo proprietario.
  • Trattenere illegalmente reperti archeologici trovati durante una scavo.
  • Privare una biblioteca di un libro raro e venderlo a collezionisti.

Quanto durano le indagini per il reato di cui all’articolo 518 ter

Il legislatore, con la recente riforma c.d. Cartabia, ha fissato i termini di durata delle indagini in 1 anno, che decorrono dalla annotazione nel registro del reato. Il termine è di 1 anno e 6 mesi per ipotesi delittuose di particolari gravità. Il termine è di 6 mesi, per le contravvenzioni. Trascorsi questi termini, al P.M. è riconosciuto un ulteriore lasso di tempo (il c.d. termine di riflessione) per ponderare la propria decisione. Prima della scadenza del termine, il PM, quando le indagini si rivelino “complesse”, può fare richiesta di proroga al GIP indicandone i motivi. Tale richiesta deve essere notificata dal GIP ai potenziali contro-interessati (indagato – persona offesa), i quali possono controdedurre presentando memorie. La notifica non è necessaria quando si tratta di gravi reati specificamente previsti dal codice. Se il GIP non è convinto dell’accoglibilità della richiesta del PM, instaura un pieno contraddittorio convocando gli interessati in un’apposita udienza in camera di consiglio. In questa udienza deciderà:

  1. per la concessione della proroga, autorizzando il prosieguo delle indagini
  2. il diniego della proroga, imponendo al PM di richiedere l’archiviazione o esercitare l’azione penale.

E’ possibile una sola proroga delle indagini per un tempo non superiore a sei mesi. Se l’attività investigativa è proseguita oltre il termine massimo, gli atti sono inutilizzabili. Ai sensi dell’art. 413-bis c.p.p., il P.M. se non vuole chiede l’archiviazione, da inizio all’azione penale: con richiesta di rinvio a giudizio o formulando l’imputazione nei casi di giudizio direttissimo, giudizio immediato.

Pena prevista per il reato di cui all’articolo 518 ter – Appropriazione indebita di beni culturali e note procedurali.

La pena prevista per il reato di cui all’articolo 518 ter, è la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 516 a euro 1.500.

NOTE PROCEDURALI:

  • Arresto: facoltativo in flagranza (381 c.p.p. ).
  • Fermo di indiziato di delitto: non consentito.
  • Misure cautelari personali: consentite (280, 287 c.p.p.).
  • Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico (33 ter c.p.p.).
  • Procedibilità: d’ufficio (50 c.p.p.).

Testo dell’articolo 518 ter del codice penale

“518 ter. Appropriazione indebita di beni culturali. Chiunque, per procurare a sè o ad altri un ingiusto profitto, si appropria di un bene culturale altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 516 a euro 1.500. Se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario, la pena è aumentata.”

Contatta l’Avvocato Davide Tutino – Avvocato Penalista –

Se sei indagato o accusato per il reato previsto dall’articolo 518 ter, “Appropriazione indebita di beni culturali”, e hai bisogno di una consulenza legale su questo argomento, puoi inviare una email a davide@tutino.sicilia.it o chiamare lo studio legale al numero 0959991325 o al mobile 3923838383. In alternativa, puoi contattare l’Avvocato Davide Tutino anche mezzo Whatsapp:Logo WhatsApp