Condannato a 7 mesi di reclusione in primo grado per violazioni edilizie e altri reati. Assolto in appello. Imputato difeso dall’Avvocato Davide Tutino penalista del Foro di Catania

La Corte di Appello di Catania ha riformato la decisione di primo grado, assolvendo l’imputato S.C. dai reati contestati. I reati in questione riguardavano violazioni edilizie, tra cui l’occupazione di un terreno demaniale e la realizzazione di opere edili abusive.

La sentenza di primo grado, emessa dal Tribunale Penale di Catania il 20 maggio 2019, aveva condannato S.C. a 7 mesi di reclusione. Inoltre, era stato ordinato il pagamento delle spese processuali, il risarcimento dei danni e la rifusione delle spese in favore della parte civile, oltre alla demolizione delle opere abusive realizzate.

L’avvocato Davide Tutino, difensore di S.C., ha presentato appello contro la sentenza, sostenendo principalmente tre punti:

  1. L’assoluzione dell’imputato per mancanza di prova: l’avvocato ha sostenuto che non vi fosse alcuna prova concreta della colpevolezza di S.C. in relazione ai reati ascritti. In particolare, ha messo in discussione l’attribuzione a S.C. delle opere abusive e l’occupazione del terreno demaniale.
  2. L’eccessività del trattamento sanzionatorio: l’avvocato ha chiesto la riduzione della pena, sostenendo che la sentenza di primo grado non aveva considerato adeguatamente le circostanze attenuanti generiche.
  3. La mancata concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena: l’avvocato ha sostenuto che, date le circostanze, S.C. avrebbe dovuto beneficiare della sospensione condizionale della pena.

La Corte d’Appello, dopo aver esaminato l’appello, ha deciso di riformare la sentenza di primo grado. La Corte ha riconosciuto il primo motivo di doglianza proposto dall’avvocato Tutino sul fatto che le prove presentate erano insufficienti per dimostrare che S.C. fosse l’autore delle condotte contestate. In particolare, la deposizione di un ispettore, l’unico testimone escusso, è stata ritenuta lacunosa e insufficiente a dimostrare che il terreno fosse nella disponibilità di S.C. o che questi avesse realizzato le condotte descritte in imputazione.

Di conseguenza, la Corte ha assolto S.C. dai reati a lui ascritti per non aver commesso il fatto, revocando anche le statuizioni accessorie dell’impugnata sentenza.

Per scaricare la Sentenza n. 3458/2023 della Corte di Appello di Catania, SEZ. I, fai click qui