Inapplicabilità della confisca facoltativa ex art. 240 c.p. per opere abusive soggette a demolizione

Inapplicabilità della confisca facoltativa ex art. 240 c.p. per opere abusive soggette a demolizione

La presente nota analizza la sentenza della Corte di cassazione, Sezione III penale, 9 giugno 2025, n. 21539, soffermandosi sul principio secondo cui l’ordine di demolizione previsto dall’art. 44, comma 1, lett. c), d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, preclude l’applicazione della misura della confisca — sia obbligatoria sia facoltativa ex art. 240 c.p. — con riguardo a manufatti abusivi diversi dalla lottizzazione. Sono oggetto di esame la ratio decidendi, il contesto giurisprudenziale di riferimento e le ricadute sistematiche in tema di relazioni tra misure ripristinatorie e sanzioni ablative nel diritto penale urbanistico.

Massima.
In materia edilizia, la confisca — obbligatoria o facoltativa — del manufatto abusivo è incompatibile con l’ordine di demolizione, unica sanzione che consegue all’accertamento delle contravvenzioni ex art. 44, comma 1, lett. c), d.P.R. n. 380/2001, diverse dalla lottizzazione abusiva. (Cass. Pen., Sez. III, sent. n. 21539 del 09/06/2025)

La Corte di cassazione ribadisce che l’ordine di demolizione previsto per le contravvenzioni edilizie ex art. 44, comma 1, lett. c), del d.P.R. n. 380 del 2001 esclude l’applicabilità della confisca, sia essa obbligatoria che facoltativa ai sensi dell’art. 240 cod. pen. Tale misura ripristinatoria, infatti, si pone in rapporto di incompatibilità strutturale con l’ablazione patrimoniale, la quale presuppone un vantaggio economico illecito tuttora persistente. Il Collegio si conforma all’orientamento consolidato secondo cui la demolizione costituisce l’unica risposta sanzionatoria legittima per gli abusi edilizi diversi dalla lottizzazione. Ne deriva che, una volta accertata la violazione, l’autorità giudiziaria deve ordinare esclusivamente il ripristino dello stato dei luoghi, restando precluso l’impiego della confisca, anche quando vi sia un nesso funzionale tra il bene e l’attività illecita.

Massima e note a cura di Davide Tutino, Avvocato penalista.

Per scaricare la Sentenza in commento (Cass. Pen., Sez. III, sent. n. 21539 del 09/06/2025), fai click qui.