Articolo 363 – Omessa denuncia aggravata
Nei casi preveduti dai due articoli precedenti (361 Cp e 362 cp), se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, la pena è aumentata.
Cosa significa essere indagato per “Omessa denuncia aggravata”?
L’articolo 363 del codice penale si riferisce all’omessa denuncia aggravata. Questo articolo prevede una pena aumentata nei casi in cui l’omessa denuncia è commessa da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio.
Cosa succede se si è indagati per “Omessa denuncia aggravata”?
Se una persona è indagata per “Omessa denuncia aggravata”, significa che potrebbe aver omesso di denunciare un reato pur essendo a conoscenza di esso, e questa omissione è aggravata dal fatto che la persona in questione è un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio. Questa circostanza rende la situazione più grave e, di conseguenza, la pena prevista dalla legge è aumentata.
E’ utile sapere che la fase iniziale del procedimento delle indagini preliminari, è condotta dal PM e dalla PG nei confronti di un soggetto (indagato o sottoposto alle indagini) che non è ancora imputato.
Arresto: non consentito.
Fermo di indiziato di delitto: non consentito.
Misure cautelari personali: non consentite.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico.
Procedibilità: d’ufficio.
Solo al termine della fase investigativa il Pubblico Ministero deciderà se chiedere al GIP l’archiviazione, oppure proseguire con la formulazione del capo di imputazione. Con la notifica del primo atto, l’Autorità Giudiziaria, ti chiederà di eleggere domicilio per le future notifiche e di nominare un difensore di fiducia. La fase delle indagini è di fondamentale importanza. Perché l’indagato per il reato di “Omessa denuncia aggravata” ha la possibilità tramite il suo difensore di poter chiarire l’oggetto degli addebiti, presentare memorie e poter interloquire con il magistrato, il più delle volte con propri ausiliari.
Se il Pubblico Ministero non intende archiviare la tua posizione, da inizio al processo, formulando l’imputazione a carico dell’indagato che diventa così imputato.
Quanto durano le indagini per il reato di “Omessa denuncia aggravata”?
Il legislatore, con la recente riforma c.d. Cartabia, ha fissato i termini di durata delle indagini in 1 anno, che decorrono dalla annotazione nel registro del reato. Il termine è di 1 anno e 6 mesi per ipotesi delittuose di particolari gravità. Il termine è di 6 mesi, per le contravvenzioni. Trascorsi questi termini, al P.M. è riconosciuto un ulteriore lasso di tempo (il c.d. termine di riflessione) per ponderare la propria decisione.
RICHIESTA DI PROROGA:
Prima della scadenza del termine, il PM, quando le indagini si rivelino “complesse”, può fare richiesta di proroga al GIP indicandone i motivi. Tale richiesta deve essere notificata dal GIP ai potenziali contro-interessati (indagato – persona offesa), i quali possono controdedurre presentando memorie. La notifica non è necessaria quando si tratta di gravi reati specificamente previsti dal codice. Se il GIP non è convinto dell’accoglibilità della richiesta del PM, instaura un pieno contraddittorio convocando gli interessati in un’apposita udienza in camera di consiglio. In questa udienza deciderà:
- per la concessione della proroga, autorizzando il prosieguo delle indagini
- il diniego della proroga, imponendo al PM di richiedere l’archiviazione o esercitare l’azione penale.
È possibile una sola proroga delle indagini per un tempo non superiore a sei mesi. Se l’attività investigativa è proseguita oltre il termine massimo, gli atti sono inutilizzabili. Ai sensi dell’art. 407-bis c.p.p., il P.M. se non vuole chiede l’archiviazione, da inizio all’azione penale.


















































































