Cosa significa essere indagato per il reato di cui all’articolo 386 – Procurata evasione

Articolo 386 – Procurata evasione

La procurata evasione è un reato previsto e punito dal nostro ordinamento giuridico, specificamente disciplinato dall’articolo 386 del Codice Penale. Questa disposizione mira a sanzionare chiunque procura o agevola l’evasione di una persona legalmente arrestata o detenuta per un reato. La dottrina giuridica sottolinea l’importanza di questa disposizione, poiché mira a prevenire e punire chi contribuisce attivamente alla fuga di chi è sottoposto a misure restrittive.

Esempi di condotte per il reato di cui all’articolo 386 – Procurata evasione

  • Fornire attrezzi a un detenuto per permettergli di scavalcare un muro.
  • Organizzare un piano di fuga per un individuo in arresti domiciliari.
  • Distogliere l’attenzione delle guardie carcerarie per permettere a un prigioniero di evadere.

Quanto durano le indagini per il reato di cui all’articolo 386 – Procurata evasione

Il legislatore, con la recente riforma c.d. Cartabia, ha fissato i termini di durata delle indagini in 1 anno, che decorrono dalla annotazione nel registro del reato. Il termine è di 1 anno e 6 mesi per ipotesi delittuose di particolari gravità. Il termine è di 6 mesi, per le contravvenzioni. Trascorsi questi termini, al P.M. è riconosciuto un ulteriore lasso di tempo (il c.d. termine di riflessione) per ponderare la propria decisione. Prima della scadenza del termine, il PM, quando le indagini si rivelino “complesse”, può fare richiesta di proroga al GIP indicandone i motivi. Tale richiesta deve essere notificata dal GIP ai potenziali contro-interessati (indagato – persona offesa), i quali possono controdedurre presentando memorie. La notifica non è necessaria quando si tratta di gravi reati specificamente previsti dal codice. Se il GIP non è convinto dell’accoglibilità della richiesta del PM, instaura un pieno contraddittorio convocando gli interessati in un’apposita udienza in camera di consiglio. In questa udienza deciderà :

  1. per la concessione della proroga, autorizzando il prosieguo delle indagini
  2. il diniego della proroga, imponendo al PM di richiedere l’archiviazione o esercitare l’azione penale.

È possibile una sola proroga delle indagini per un tempo non superiore a sei mesi. Se l’attività investigativa è proseguita oltre il termine massimo, gli atti sono inutilizzabili. Ai sensi dell’art. 407-bis c.p.p., il P.M. se non vuole chiede l’archiviazione, da inizio all’azione penale: con richiesta di rinvio a giudizio o formulando l’imputazione nei casi di richiesta di patteggiamento, giudizio direttissimo, giudizio immediato, decreto penale e messa alla prova.

Cosa significa essere indagato per il reato di cui all’articolo 386 – Procurata evasione

Essere indagato per procurata evasione significa essere sospettati di aver contribuito attivamente alla fuga di una persona legalmente arrestata o detenuta. L’indagato, in questa fase, non è ancora formalmente accusato, ma è oggetto di indagini preliminari volte a verificare la fondatezza dei sospetti. Se si è indagati per questo reato, si deve rispondere dinnanzi all’Autorità Giudiziaria. La difesa è obbligatoria, e la nomina di un difensore è obbligatoria.

Pena prevista per il reato di cui all’articolo 386 – Procurata evasione

La pena prevista per chi commette il reato di procurata evasione è la reclusione da sei mesi a cinque anni. La pena può aumentare se il fatto è commesso a favore di un condannato all’ergastolo o se sono utilizzati mezzi particolari per commettere il fatto, come armi o violenza. Esistono anche circostanze attenuanti, come se il colpevole è un prossimo congiunto o se contribuisce alla cattura della persona evasa.

Note procedurali per il reato di cui all’articolo 386 – Procurata evasione

Le note procedurali sono disposizioni che regolano le procedure da seguire in caso di indagini e procedimenti giudiziari relativi al reato in questione. Per il reato di procurata evasione, le note procedurali sono le seguenti:

  • Arresto: facoltativo in flagranza.
  • Fermo di indiziato di delitto: primo comma, non consentito; secondo comma, consentito.
  • Misure cautelari personali: consentite.
  • Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico.
  • Procedibilità: d’ufficio.

Avvocato Penalista Catania – Procurata evasione

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