Cosa significa essere indagato-accusato per il reato di cui all’articolo 629 codice penale – Estorsione

Articolo 629 – Estorsione

Questo articolo del codice penale italiano si occupa dei casi in cui un individuo, mediante violenza o minaccia, costringe un altro individuo a fare o omettere qualcosa al fine di ottenere un ingiusto profitto. La dottrina dominante considera questa norma come un deterrente efficace contro comportamenti estorsivi.

Cosa significa essere indagato-accusato per il reato di cui all’articolo 629 – Estorsione

Essere indagato per questo reato significa essere sospettato di aver commesso un atto di estorsione. Di seguito degli esempi di condotte che costituiscono reato ai sensi dell’articolo 629 del codice penale:

  • Richiedere denaro sotto minaccia di violenza.
  • Costringere qualcuno a firmare un contratto sotto minaccia.
  • Estorcere informazioni confidenziali.
  • Minacciare di rivelare informazioni compromettenti se non si riceve un pagamento.
  • Usare la violenza per ottenere un servizio.
  • Minacciare di danneggiare la proprietà altrui se non si ottiene un pagamento.

Quanto durano le indagini per il reato di cui all’articolo 629 – Estorsione

Il legislatore ha fissato i termini di durata delle indagini in 1 anno, che decorrono dalla annotazione nel registro del reato. Il termine è di 1 anno e 6 mesi per ipotesi delittuose di particolare gravità. Il termine è di 6 mesi, per le contravvenzioni. Trascorsi questi termini, al P.M. è riconosciuto un ulteriore lasso di tempo per ponderare la propria decisione.

Pena prevista per il reato di cui all’articolo 629 – Estorsione e note procedurali

La pena prevista per questo reato è la reclusione da cinque a dieci anni.
Note procedurali:

  • Arresto: obbligatorio in flagranza.
  • Fermo di indiziato di delitto: consentito.
  • Misure cautelari personali: consentite.
  • Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico per il primo comma; Tribunale collegiale per il secondo comma.

Testo dell’articolo 629 del codice penale

Chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni e con la multa da euro 1.000 a euro 4.000.

La pena è della reclusione da sette a venti anni  e della multa da euro 5.000 a euro 15.000, se concorre taluna delle circostanze indicate nell’ultimo capoverso dell’articolo precedente

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