Articolo 518 undecies – Uscita o esportazione illecite di beni culturali
L’articolo 518 undecies del Codice Penale si riferisce all’uscita o esportazione illecite di beni culturali. Questa disposizione mira a proteggere il patrimonio culturale nazionale da esportazioni o trasferimenti illeciti all’estero. La dottrina giuridica sottolinea l’importanza di questa norma, poiché mira a garantire la conservazione e la tutela dei beni culturali di rilevanza nazionale.
Cosa significa essere indagato-accusato per il reato di cui all’articolo 518 undecies – Uscita o esportazione illecite di beni culturali
Essere indagato per il reato previsto dall’articolo 518 undecies significa essere sospettati di aver trasferito all’estero beni culturali senza le necessarie autorizzazioni. L’indagato, in questa fase, non è ancora formalmente accusato, ma è oggetto di indagini preliminari volte a verificare la fondatezza dei sospetti. Se si è indagati per questo reato, si deve rispondere dinnanzi all’Autorità Giudiziaria.
Esempi di condotte per il reato di cui all’articolo 518 undecies – Uscita o esportazione illecite di beni culturali:
- Trasferire all’estero un’opera d’arte senza l’attestato di libera circolazione.
- Esportare un reperto archeologico senza la licenza di esportazione.
- Non fare rientrare nel territorio nazionale beni culturali dopo una mostra temporanea all’estero.
- Presentare documenti falsi per ottenere una licenza di esportazione.
- Trasferire all’estero manoscritti antichi senza le necessarie autorizzazioni.
- Rendere dichiarazioni mendaci per esportare beni di interesse culturale.
Quanto durano le indagini per il reato di cui all’articolo 518 undecies – Uscita o esportazione illecite di beni culturali
Il legislatore, con la recente riforma c.d. Cartabia, ha fissato i termini di durata delle indagini in 1 anno, che decorrono dalla annotazione nel registro del reato. Il termine è di 1 anno e 6 mesi per ipotesi delittuose di particolare gravità. Il termine è di 6 mesi, per le contravvenzioni. Trascorsi questi termini, al P.M. è riconosciuto un ulteriore lasso di tempo (il c.d. termine di riflessione) per ponderare la propria decisione. Prima della scadenza del termine, il PM, quando le indagini si rivelino “complesse”, può fare richiesta di proroga al GIP indicandone i motivi. Tale richiesta deve essere notificata dal GIP ai potenziali contro-interessati (indagato – persona offesa), i quali possono controdedurre presentando memorie. La notifica non è necessaria quando si tratta di gravi reati specificamente previsti dal codice. Se il GIP non è convinto dell’accoglibilità della richiesta del PM, instaura un pieno contraddittorio convocando gli interessati in un’apposita udienza in camera di consiglio. In questa udienza deciderà:
- per la concessione della proroga, autorizzando il prosieguo delle indagini
- il diniego della proroga, imponendo al PM di richiedere l’archiviazione o esercitare l’azione penale.
Pena prevista per il reato di cui all’articolo 518 undecies – Uscita o esportazione illecite di beni culturali e note procedurali.
La pena prevista per il reato di cui all’articolo 518 undecies è la reclusione da due a otto anni e con la multa fino a euro 80.000.
NOTE PROCEDURALI:
- Arresto: facoltativo in flagranza (381 c.p.p.).
- Fermo di indiziato di delitto: consentito (384 c.p.p.).
- Misure cautelari personali: consentite (280, 287 c.p.p.).
- Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico (33 ter c.p.p.).
- Procedibilità: d’ufficio (50 c.p.p.).
Testo dell’articolo 518 undecies del codice penale
“518 undecies. Uscita o esportazione illecite di beni culturali. Chiunque trasferisce all’estero beni culturali, cose di interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, bibliografico, documentale o archivistico o altre cose oggetto di specifiche disposizioni di tutela ai sensi della normativa sui beni culturali, senza attestato di libera circolazione o licenza di esportazione, è punito con la reclusione da due a otto anni e con la multa fino a euro 80.000.”
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