Cosa significa essere indagati per “Rifiuto di uffici legalmente dovuti”

366. Rifiuto di uffici legalmente dovuti

Il reato di “Rifiuto di uffici legalmente dovuti” è previsto dall’articolo 366 del codice penale. Questo articolo stabilisce che chiunque, nominato dall’Autorità giudiziaria come perito, interprete, o come custode di cose sottoposte a sequestro dal giudice penale, ottiene con mezzi fraudolenti l’esenzione dall’obbligo di comparire o di prestare il suo ufficio, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da € 30 a € 516. Le stesse pene si applicano a chi, chiamato dinanzi all’Autorità giudiziaria per adempiere ad alcuna delle predette funzioni, rifiuta di dare le proprie generalità, ovvero di prestare il giuramento richiesto.

Cosa significa essere indagati per “Rifiuto di uffici legalmente dovuti”

Se si è indagati per questo reato, si deve rispondere dinnanzi all’Autorità Giudiziaria. La difesa è obbligatoria, e la nomina di un difensore è obbligatoria.

Esempi di condotte che potrebbero integrare il reato di “Rifiuto di uffici legalmente dovuti” includono:

  • Rifiutare di comparire davanti all’Autorità Giudiziaria dopo essere stati nominati come perito.
  • Fornire informazioni false o ingannevoli all’Autorità Giudiziaria dopo essere stati chiamati come interprete.
  • Occultare o distruggere prove dopo essere stati nominati custode di cose sottoposte a sequestro.
  • Utilizzare mezzi fraudolenti per evitare di comparire davanti all’Autorità Giudiziaria.
  • Rifiutare di prestare giuramento quando richiesto dall’Autorità Giudiziaria.

Note procedurali

Arresto: non consentito.
Fermo di indiziato di delitto: non consentito.
Misure cautelari personali: non consentite.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico.
Procedibilità: d’ufficio.

È utile sapere che la fase iniziale del procedimento delle indagini preliminari, è condotta dal PM e dalla PG nei confronti di un soggetto (indagato o sottoposto alle indagini) che non è ancora imputato. Solo al termine della fase investigativa il Pubblico Ministero deciderà se chiedere al GIP l’archiviazione, oppure proseguire con la formulazione del capo di imputazione. Con la notifica del primo atto, l’Autorità Giudiziaria, ti chiederà di eleggere domicilio per le future notifiche e di nominare un difensore di fiducia.

Quanto durano le indagini per il reato di “Rifiuto di uffici legalmente dovuti”?

Il legislatore, con la recente riforma c.d. Cartabia, ha fissato i termini di durata delle indagini in 1 anno, che decorrono dalla annotazione nel registro del reato. Il termine è di 1 anno e 6 mesi per ipotesi delittuose di particolari gravità. Il termine è di 6 mesi, per le contravvenzioni. Trascorsi questi termini, al P.M. è riconosciuto un ulteriore lasso di tempo (il c.d. termine di riflessione) per ponderare la propria decisione.

Richiesta di proroga

Prima della scadenza del termine, il PM, quando le indagini si rivelino “complesse”, può fare richiesta di proroga al GIP indicandone i motivi. Tale richiesta deve essere notificata dal GIP ai potenziali contro-interessati (indagato – persona offesa), i quali possono controdedurre presentando memorie. Se il GIP non è convinto dell’accoglibilità della richiesta del PM, instaura un pieno contraddittorio convocando gli interessati in un’apposita udienza in camera di consiglio. In questa udienza deciderà per la concessione della proroga, autorizzando il prosieguo delle indagini o il diniego della proroga, imponendo al PM di richiedere l’archiviazione o esercitare l’azione penale. È possibile una sola proroga delle indagini per un tempo non superiore a sei mesi.